Pratic: un Mondo a Colori

Nuova Serie Brera Pratic
Nuova Serie Brera della Pratic
5 Aprile 2019
Agevolazioni fiscali sulle Schermature Solari
Agevolazioni fiscali sulle Schermature Solari
18 Aprile 2019

Pratic: un Mondo a Colori

Pratic: Mondo a Colori

Pratic: un Mondo a Colori

L’azienda friulana, leader per pergole e tende da sole di design, insieme a un gruppo di studiosi dell’Università Iulm di Milano e Università di Modena e Reggio Emilia rende disponibili i risultati della ricerca, che offre spunti e potenziali applicazioni in diversi settori: dalla psicologia al design, dal marketing alla medicina.

Il nuovo studio neuro-scientifico è stato realizzato incrociando 40 dei più recenti studi internazionali sugli effetti del colore nella vita dell’uomo. Pratic Mondo a Colori.

Edi Orioli (vicepresidente di Pratic) ha commentato: “Si tratta di conoscenze importanti per chi, come Pratic, sulla luce e sul benessere concentra da anni il suo impegno. Idee che aiuteranno tutti coloro che, come noi, creano ogni giorno spazi di autentico comfort e bellezza”

Il rosso aiuta a primeggiare nella competizione, il blu e il verde servono nel ragionamento e nel problem solving. Il giallo è molto utile per trarre energia e attenzione, il marrone indica serietà e affidabilità. Il nero è assolutamente imbattibile nel campo dell’eleganza e della seduzione.

Può sembrare difficile da credere, ma nelle tante situazioni quotidiane, il colore può giocare un ruolo importante. Usato correttamente, il colore può migliorare la nostra esistenza, aiutarci e centrare i nostri obiettivi, renderci insomma più felici.

La storia del rapporto tra uomo e colori

È quanto emerge da Lively Colours, una ricerca neuro-scientifica sull’impatto del colore nella vita quotidiana, sul design, sui processi cognitivi, realizzata grazie a una collaborazione tra mondo accademico e imprenditoria. Dopo il successo ottenuto nel 2018 con Healthy Lighting, lo studio neuro-scientifico sugli effetti della luce sugli stili di vita, l’azienda friulana Pratic presenta i risultati di un’originale ricerca sull’impatto del colore sull’essere umano.

“Non potevamo prevedere che avremmo ripercorso la storia stessa del rapporto tra uomo e colori – spiega il vicepresidente di Pratic Spa, Edi Orioli –. Oggi sappiamo come i colori e la luce colorata influenzino l’essere umano, in modi a volte inconsapevoli o scarsamente coscienti. Si tratta di conoscenze importanti per chi, come Pratic, sulla luce e sul benessere concentra da anni il suo impegno. Idee che aiuteranno tutti coloro che, come noi, creano ogni giorno spazi di autentico comfort e bellezza”.

 

Lively Colours

La ricerca Lively Colours raccoglie 40 dei più recenti studi internazionali in materia applicandoli a temi che toccano l’interesse di tutta la società. Proprio per questo del team di studiosi coinvolti nel progetto hanno fatto parte docenti con competenze diverse e complementari. Per l’Università Iulm di Milano il semiologo Stefano Calabrese, per l’Università di Modena e Reggio Emilia il narratologo Claudio Dolci, e l’estetologa Denitza Nedkova.

Uno studio che fa emergere risultati sorprendenti e fa riflettere su un aspetto – la percezione del colore – che a prima vista appare immediato, ma che è il frutto di un processo complesso e assimilato nel corso di millenni dal cervello umano. Quali sono gli effetti psico-fisiologici del colore sul nostro corpo?

Da dove nasce l’associazione cromatica di genere uomo-blu e donna-rosa? È vero che siamo in grado di distinguere solo le sfumature di colore definite da un apposito termine nella nostra lingua? Come cambia la nostra percezione dello spazio al variare di diversi accostamenti cromatici?

In che modo i colori possono incidere sulla nostra vita, sul nostro umore, sulle nostre performance, sulla nostra soglia di attenzione? Sono alcune delle domande a cui ha cercato di dare risposta questo percorso di ricerca, facendo emergere un quadro composito di grande interesse per molte applicazioni. Dalla psicologia al marketing, dal design alla medicina.

 

Nella realtà produttiva di Pratic il “mondo a colori” ha trovato immediata applicazione con l’inaugurazione di un impianto di verniciatura ecosostenibile in grado di produrre 30 colorazioni di altissima qualità. Si tratta di colorazioni che replicano i colori naturali della terra.

La ricerca Lively Colours Il colore è la prima cosa che colpisce il nostro sistema visivo, prima della forma e del movimento: i colori caldi e chiari accelerano il battito cardiaco e la respirazione, favorendo il movimento, i colori scuri e freddi provocano l’effetto contrario

 

Percezione del Colore

In natura esistono milioni di colori e altrettanti sono quelli che il nostro occhio riesce a vedere. Una quantità impressionante, se si considera che riusciamo a percepire solo la luce compresa in una modesta porzione dell’intero spettro elettromagnetico.

Ma come funziona il meccanismo che regola la percezione del colore? La luce viene catturata e suddivisa grazie a tre differenti tipologie di cellule denominate coni, capaci di percepire le onde del blu, del verde e del rosso, ed è successivamente elaborata da strutture cerebrali specializzate.

Le tre componenti di una scena visiva – colore, forma, movimento – vengono analizzate da aree specializzate asincronicamente. Vediamo prima i colori, poi le forme, infine i movimenti e le posizioni. Ecco perché i colori hanno una notevole importanza, non solo da un punto di vista scientifico, ma anche per tutte le applicazioni che ne derivano.

Oggi sappiamo come nell’essere umano i colori caldi e chiari accrescano la tensione muscolare, accelerino il battito cardiaco e la respirazione favorendo il movimento. Mentre i colori scuri e freddi provocano l’effetto contrario. Allo stesso modo delle semplici variazioni degli equilibri cromatici possono cambiare completamente la percezione dello spazio intorno a noi, tanto all’interno quanto all’esterno.

Evoluzione e colore: questione di “gender”?

Secondo le teorie evoluzioniste l’associazione tra genere e colore risalirebbe al ruolo sociale svolto da uomini e donne nel mondo preistorico. I primi più impegnati in attività venatorie in ambienti forestali (verde) o marini (blu) e le seconde “specializzate” nella ricerca di frutti maturi, spesso gialli e rossi

Perché la nostra cultura associa determinati colori al genere? È il risultato di un processo evolutivo legato maggiormente a fattori culturali o biologici? Sono numerosi gli studi che cercano di indagare la relazione tra colore e gender.

Le maggiori abilità visivo-spaziali della donna, nonché la sua attenzione per i dettagli, sarebbero dovute alla struttura imposta dalla società preistorica, dove l’uomo era cacciatore e la donna raccoglitrice.

Una segmentazione sociale che avrebbe suggerito, nel secondo caso, una preferenza per la gamma di colori rosso-porpora, utile per individuare frutti maturi, e blu-verde per l’uomo, più portato ad attività venatorie in ambienti forestali (verde) e marini (blu).

Esisterebbe poi un’associazione tra il colore rosso e il ruolo di caregiver svolto dalla donna, la cui maggiore capacità di entrare in empatia con gli stati emotivi altrui sarebbe connessa all’afflusso sanguigno verso il volto, quale primo segnale di un cambiamento interiore.

Il concetto di “Period Eye” e la genesi dei colori

In base alla teoria del “Period Eye” l’occhio umano è in grado di vedere solo i colori con cui ha potuto familiarizzare. Un membro di una tribù della savana australiana è in grado di riconoscere tonalità di verde indistinguibili all’occhio di un europeo, ma al tempo stesso è “cieco” al colore blu, non presente nel suo habitat

Se oggi si può disporre di schermi a led capaci di ricreare 16 milioni di colori, c’è stata un’epoca nella quale l’essere umano, era capace di esprimere concetti complessi attraverso tre soli colori: il bianco, il nero e il rosso.

Tre tonalità in sintonia con le ricerche di Berlin e Kay, che dimostrano come il nominare e il riprodurre un colore siano stati strettamente collegati e allo stesso tempo interdipendenti rispetto al contesto.

Una correlazione cui si è dato il nome di Period-Eye, che indica come la capacità di discriminare i colori, l’attenzione ad essi e l’arte stessa, siano congenite e allo stesso tempo “attivate” dall’ambiente nel quale si è immersi.

Tra i tanti settori in cui può essere applicata questa teoria c’è naturalmente anche quello dell’arte. Il neuro-storico dell’arte John Onians spiega ad esempio la pittura “tonale” di Tiziano e quella “lineare” di Michelangelo come un duplice prodotto.

Da una parte frutto dell’esperienza personale e inconscia di ogni artista. Dall’altra, una conseguente assimilazione conscia delle caratteristiche del contesto nel quale questi due maestri furono immersi.

L’acqua lagunare nel caso di Tiziano, la petrosità del bugnato fiorentino in quello di Michelangelo.

Colore e psicologia

Il colore ha un impatto notevole sulla mente umana, generando piacere, soddisfazione, calore, benessere. Non solo, ciascun colore può essere collegato a una particolare caratteristica. Il blu a competenza e intelligenza, il nero a potere e competenza, il bianco a sincerità e purezza.

Qual è l’effetto dei colori sulla mente umana? Analizzando 15.621 dati raccolti attraverso 166 ricerche, compiute nell’arco di 30 anni, emerge in modo incontrovertibile come i colori caldi producano un maggiore arousal rispetto a quelli freddi, in grado a loro volta di generare un maggiore senso di auto soddisfazione. Associazioni cromatiche che vivono grazie al modello della memoria semantica e costruiscono dei legami profondi tra colore ed emozione. Per lo più condivisi soprattutto tra culture simili.

Grazie agli studi di marketing oggi sappiamo che a livello psicologico ciascun colore può essere collegato a una particolare caratteristica o attitudine.

La tonalità del bianco è associata a sincerità, purezza, pulizia e pace, quella del giallo ad attenzione, ottimismo, estroversione e felicità.

Il rosa a calore, femminilità, eleganza e morbidezza, il blu a competenza, comunicazione e intelligenza

Il marrone a serietà e affidabilità, il nero a potere ed eleganza, il viola al lusso e alla qualità.

Sembrerà assurdo, ma in certi casi una gradazione di luce o di colore può contribuire persino a salvare una vita. È il risultato di un test con il quale si cercava di indagare se i colori hanno un ruolo rispetto alle sindromi suicide.

Tra il 2000 e il 2010 in Giappone si è scelto di installare luci a led nella tonalità del blu in 71 luoghi, tra stazioni e incroci, per dissuadere le persone a compiere gesti avventati e soprattutto a suicidarsi.

Ebbene, ad oggi i dati raccolti mostrano come nel confronto tra le 11 stazioni provviste di queste luci LED e le 60 sprovviste delle stesse luci, il numero di suicidi nelle prima si sia ridotto di addirittura l’84%.

Brand e colore

Non solo colore: ciò che colpisce di un marchio o di un brand è anche saturazione e luminosità, capaci rispettivamente di produrre sensazioni di piacere e di attivare un processo di quiescenza.

Altri studi hanno analizzato le risposte di 450 soggetti circa la percezione di 100 marchi selezionati dalla classifica “Top Brand Report” del 2009.

Essi hanno dimostrando come la quasi totalità dei trademark contenesse i tre colori blu, rosso e nero, in grado di attivare effetti diversi: rispettivamente il rosso (eccitamento), il blu (competenza), il nero (sofisticatezza), anche se il trademark sembra ottenere un gradimento apicale quando si ricorre all’uso del nero o del blu.

E in gioco non ci sono solo le singole tonalità, ma anche la saturazione e la luminosità: la prima capace di produrre un effetto positivo sull’arousal, la seconda di attivare un processo di quiescenza. A risultare onnipresente è sempre e comunque il bianco, che con la sua luminosità e purezza invade gli spazi outdoor e indoor.

All’ombra di una pergola

L’interazione tra colori fondali e colori frontali può cambiare completamente la percezione dello spazio. In un contesto in cui le pareti sono dipinte con colori fondali abbiamo la sensazione di un ambiente più spazioso rispetto alle sue dimensioni reali. I colori frontali, caldi e luminosi, attivano una sensazione di avvicinamento e stimolazione

La scelta dei colori può essere determinante anche rispetto agli ambienti indoor e outdoor. Qui entrano in gioco anche i concetti di colori fondali (tonalità spente e scure, ideali per mimetizzarsi) e colori frontali (accesi e contrastanti).

All’interno di uno spazio le cui pareti sono dipinte con colori fondali abbiamo la sensazione di un ambiente più spazioso rispetto alle sue dimensioni reali. I colori frontali, caldi e luminosi, attivano una sensazione di avvicinamento e stimolazione.

Ne consegue che i colori per decorare un edificio devono essere legati alla destinazione d’uso e all’obiettivo di creare equilibrio e comfort cromatici.

Ad esempio, una stanza con pareti e pavimento grigi e mobili dai colori accesi, attenua l’affaticamento visivo e migliora il ritmo spaziale. Le ricerche suggeriscono che un’ambientazione acromatica o monocromatica tenda a indurre uno sforzo visivo maggiore rispetto a un ambiente policromo, senza considerare che una tinta unica è in grado di imprimere persino una certa oppressione psicologica.

Valutazioni che riguardano anche gli equilibri cromatici tra interni ed esterni.

Dipingere di verde un pergolato di una casa immersa nel grigiore della città ne favorisce il distacco, creando una discontinuità percettiva tra le due strutture cromatiche. Diventa importante aumentare il livello di comfort dello spazio visivo mediante l’uso del colore e delle combinazioni cromatiche per implementare la qualità dell’informazione e la capacità di orientamento spaziale.

 

Colore e percezione dello spazio e dell’architettura

Il modo in cui valutiamo le forme architettoniche è notevolmente influenzato dai colori e dall’illuminazione. La luce LED, in particolare, è in grado di amplificare il senso di immersività dell’esperienza architettonica

Il colore ha una grossa influenza sull’identità delle forme architettoniche. Quando si tratta di edifici, ognuno di noi assegna inconsciamente a ciascun colore una determinata funzione ( il bianco dell’ospedale o il rosso dei vigili del fuoco). La mancanza di colore può indurre ad esempio a un fraintendimento rispetto alla destinazione d’uso di un edificio o anche a sottostimarne le dimensioni.

Tali effetti oggi sono moltiplicati dal fatto che i colori possono essere influenzati e riprodotti anche mediante l’illuminazione artificiale.

Soprattutto con il passaggio dalle lampadine a incandescenza alla luce LED. Quest’ultima, infatti, stimola maggiormente il fotorecettore mRGCs capace di amplificare il senso di immersività dell’esperienza architettonica.

Tenendo conto del rilascio della melatonina prodotto dalla luce LED, occorre progettare uno spazio funzionale all’esperienza percettiva che si vuole attivare nel soggetto. Consapevoli che l’immersività esperienziale si ottiene con il LED, mentre l’illuminazione a incandescenza genera un maggiore distacco tra percipiente e percepito.

*Copyright © 2018 Pratic F.lli Orioli S.p.A. – Tutti i diritti riservati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *